L'AFFASCINANTE MIRACOLO DELL'ORTO DI VENEZIA DI MICHEL THOULOUZE

Riceviamo da Orto di Venezia e volentieri pubblichiamo.

bottiglie orto 570

In pochi sanno che la viticoltura nella Laguna veneziana esiste da almeno tremila anni. Con Burano, isola dedicata ai pescatori e le isole Mazzorbo e Torcello coltivate a carciofi, l’isola di Sant’Erasmo per secoli ha fornito frutta e ortaggi alla città di Venezia e vi sono sempre stati i vigneti. Negli orti dell’isola vengono anche oggi coltivati le “castraure”, il carciofo violetto di S. Erasmo, famosi in tutta l’Italia e nell’isola, nonché Presidio Slowfood. Per questo motivo, l’Isola di Sant’Erasmo è da sempre conosciuta come “orto di Venezia”.

Orto di Venezia

michel vigna venezia 570

Siamo all’inizio del 2000, quando Michel Thoulouze - manager televisivo di grande successo e pioniere della PayTv - decide di comprare casa in laguna, nell’Isola di Sant’Erasmo. Un giorno parlando con i contadini locali scopre il vero miracolo: ha comprato la miglior terra dell’isola. 11 ettari di terra che, un documento settecentesco indica come a lungo chiamata “la Vigna del Nobil Uomo”. Assieme alla sua famiglia decide di rilanciare nell'isola la produzione del vino, utilizzando i metodi tradizionali degli agricoltori locali e la competenza tecnica di Lydia e Claude Bourguignon, ingegneri agrari, e di Alain Graillot di Crozes Hermitage.

Un vino di Terroir

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“Non c’è bisogno dell’enologo, perché nulla viene fatto in cantina, ma un grande lavoro è realizzato nelle vigne” dice Michel. Il vero miracolo di questo vino è infatti la terra, che prende vita tra argilla, calcare e roccia dolomitica. Nessun diserbante, concime chimico, sistema d’irrigazione, ma solo duro lavoro dell’uomo per oltre 5 anni. Prima di impiantare i vigneti, infatti, i terreni sono stati preparati in successione con orzo, ravanello, avena e radice cinese secondo il metodo “duro su duro” cioè senza mai arare, seguendo le indicazioni di Claude Bourguignon: “non vengono ovviamente mai utilizzati concimi, né diserbanti”. Vitigno a piede franco, per riscoprire l’antico gusto di antichi vitigni italiani. Le viti sono infatti state piantate direttamente nel terreno senza che le piante venissero innestate nelle radici di vite americana, come invece dopo l’epidemia di fillossera. Questo conferisce a “ORTO” una qualità eccezionale. Vendemmia rigorosamente a mano, vinificazione più semplice possibile: solo succo d’uva fermentato lentamente. Riposa 10 mesi di botte in acciaio e 2 anni in bottiglia.

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Per questo motivo, l’annata 2017 è l’ultima in commercio. Vino da Malvasia Istriana in predominanza, con l’aromaticità del Vermentino e un’accorta parte di Fiano di Avellino. Un bianco con corpo, ricco di mineralità data dalle rocce Dolomitiche, acidità naturale, la quale permette al vino di affinarsi in bottiglia per anni, lungo al palato. È un vino adatto a essere bevuto in accompagnamento al cibo. Il micro-territorio si sente subito al naso, con sentori iodati che crescono, si sente la potenza data dal terreno argilloso, con note di miele e fiori bianchi, mandorla e una struttura fresca e ben sapida. Le 300/400 Magnum di Orto vengono affinate direttamente sul fondo della Laguna veneziana, una cantina naturale senza ossigeno, senza luce e con una temperatura costante. Per il tipo di distribuzione qualitativa in Italia (al di fuori del Veneto) è stata scelta la società di Bologna, che vanta un importante portafoglio vini (pari al 45% del fatturato). La visita alle Tenute Orto di Venezia è stata documentata da alcune stories su Instagram @Rinaldi_1957, per mantenere un tocco di suspence e di attesa.

 

Orto di Venezia
www.ortodivenezia.com 

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