FRANCIA… FRANZA CURTA… FRANCIACORTA… CURTE FRANCA. DENOMINAZIONE DI FASCINO, FAVOLA DI ORIGINE, OGGI SULLA BOCCA DI TUTTI

di Giampietro Comolli

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Nel 1991 pochissimi sapevano che era nato il Consorzio Franciacorta con l’obiettivo di diventare la principale regione viticola italiana per il vino spumante ottenuto con il metodo classico tradizionale come alter ego, seppur diverso, dello Champagne. Furono tracciate regole ferree, linee chiare, precise formule produttive e tipologiche, obiettivi certi. Tutto fu costruito dal 1992 al 1999 da un Consorzio di tutela vero, fondato da 19 aziende vitivinicole, diventate 95 all’alba del Brindisi del III° Millennio. Oggi con 18 milioni di bottiglie tirate all’anno, di cui 5 milioni da agricoltura bio e di cui 2 milioni riserva selezionate millesimate, è la capitale nazionale del vino ottenuto esclusivamente con il metodo della fermentazione in bottiglia o tradizionale classico.

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Dalla ricerca e sperimentazione, dal pionierismo iniziato negli anni 1960-1965, dalla scelta e conoscenza dei tipi di terreni morenici che si sono depositati dalle alluvioni moreniche di milioni di anni scesi dalle Alpi lungo il fosso del lago d’Iseo e dai vitigni ottimali da coltivare, sono nati vini di grande pregio, ad iniziare dal Saten (senza alcun accento e letto all’italiana) nato nel 1995 con la acquisizione della Docg e la eliminazione della parola spumante dal vocabolario descrittivo, di designazione e dal disciplinare. Non ha oggi senso di parlare e scrivere della “champagne d’Italia”, in quanto la Franciacorta è tutta una altre scelta vocazionale, tecnica, qualitativa in cui vince la freschezza, la morbidezza, la cremosità.

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La regione, a nord con il lago d’Iseo, è ricompresa da Capriolo (dove sono ancora visibili le effigi baluardo della Repubblica Serenissima) al Monte Orfano e fino a Gussago, alle porte di Brescia. Questo territorio nel Medioevo, per la sua fondamentale posizione geografica di confine, fu decretato dal Doge di Venezia, “terre curtes franche”, ovvero esenti da tasse all’erario. A Paratico, paese affacciato al Lago d'Iseo che ospita i resti del Castello Lantieri, dove secondo la tradizione soggiornò Dante Alighieri, mentre a Clusane si imboccano le sponde occidentali della Riserva Naturale Torbiere del Sebino, non manca la visita alla parrocchiale di Cosma e Damiano, al monastero di san Pietro in Limosa. A Erbusco, ecco l’immagine emblema del comune: villa Lechi con le prime vigne frutto della sperimentazione zonale della Franciacorta.

Bicicletatta durante il Festival del Franciacorta Consorzio Franciacorta itin 22 570

Alla rotonda di Rovato il famoso torchio di legno basso e largo posizionato nel 1994. Sulla strada per Iseo nel 1993 nasce la prima enoteca di territorio, di tutti i produttori, voluta dal Consorzio per riunire in un unico “banco” tutte le etichette e informare i consumatori di passaggio. Quasi 700 oggi le etichette di “bollicine” tradizionali classiche prodotte in Franciacorta. Abbiamo scelto una novità assoluta, fuori dal coro, fuori dai soliti noti e validi vini, ma di altissimo pregio, valore e “didattico” vino simbolo del territorio, quello della casa Mirabella Franciacorta, azienda vitivinicola fondata nel 1979 a Cantarane, di Rodengo Saiano (contatto +39030611197), con a capo Teresio Schiavi e i figli Alessandro e Alberto, alla ricerca di una personalità di famiglie dei vini, una continua dinamica ricerca di qualità nel creare un vino difficile e tanta passione.

FRANCIACORTA GENERICA CALICE

Mirabella produce il Franciacorta Edea brut , Franciacorta Mirabella DOM riserva dosaggio zero, Franciacorta Elite senza solfiti extra brut, Franciacorta Demetra millesimato extra brut, un VSQ Mirabella con il 100% di uve Pinot Bianco e, infine, il Franciacorta Mirabella Saten, 48 mesi di cure, Chardonnay in purezza, presenta un abito paglierino carico che guida una corona sottile e continua di finissime bollicine lente lente nel calice risalenti sinuose, richiamo olfattivi ai fiori bianchi di sambuco; il sorso è pieno pastoso croccante quasi da masticare, sapido e acido armonicamente rotondo, tono fragrante di miele e banana, finale appagante e stimolante. Quasi agli antipodi della Fanciacorta, a Capriolo, in via Videtti 3, il resort Corte Lantieri offre una normale aristocratica ospitalità per il pernotto: nei pressi visita al museo-negozio della storia contadina dei luoghi verso Adro, la cui antica torre medioevale campanaria fu presa come simbolo e logo dei vini Docg e Doc del territorio.

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Pranzo o cena al ristorante del Borgo Santa Giulia in via Brescia a Timoline, oppure a Colombaro di Corte Franca, in via Manzoni 29, sosta per il pernotto al Relais Franciacorta, vicino al golf club Franciacorta. Ottima colazione in via degli Orti 8, all’osteria Quattro Rose per un grande manzo all’olio della tradizione con un calice perfetto di millesimato Franciacorta. Pernotto consigliato alla Cascina Carretto in via Costa, oppure al relais-resort Albereta, di proprietà della azienda Bellavista-Terra Moretti, il cui ristorante pluristellato è stato guidato per anni da Gualtiero Marchesi, validissimo per cena e pernotto, oppure, ottima cena con innovazioni culinarie a Colombaro di Corte Franca alla locanda Barboglio de’ Gaioncelli.

 

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