CILIEGIA DI MAROSTICA IGP, UN FRUTTO PREZIOSO PER LA SALUTE

di Tecla Pisano

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La Ciliegia di Marostica IGP è un frutto dalla forma tendenzialmente a cuore, con un calibro minimo di 20 mm e un colore che va dal rosso scuro al rosso fuoco/rosso scuro a seconda delle varietà. Ha una buccia e una polpa mediamente soda, succosa, dal gusto pieno, dolce e molto gradevole. È un frutto prezioso da un punto di vista nutritivo e salutistico. È ottenuto dalle seguenti varietà precocissime Sandra e Francese; medio precoce Roana e il durone precoce Romana; tardive duracine: Milanese, Durone Rosso (Ferrovia simile) e Bella Italia, Sandra Tardiva; le varietà Van, Giorgia, Ferrovia, Durone Nero I, Durone Nero II, Mora di Cazzano, Ulster.

Caratteristiche

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Esistono centinaia di varietà di ciliegie ma per comodità si possono suddividere in ciliegie tenerine, con polpa tenera e succosa e colori che vanno dal chiaro al nero passando per il rosso, e ciliegie duracine, altrimenti dette duroni, con polpa soda e compatta dal colore rosso scuro o nero con polpa rossa o rosso chiaro con polpa rosata o gialla. Ma che siano tenerine o duracine le ciliegie sono il frutto di un albero, il prunus avium o ciliegio dolce, della famiglia delle rosacee, la stessa delle rose, che in primavera delizia lo sguardo con lo spettacolo della fioritura sui rami di mazzetti di fiori bianchi, dai quali poi, con la fecondazione attuata dalle api si possono cogliere le succose ciliegie che preannunciano l'arrivo dell'estate. Ha un calibro di almeno 20 millimetri.

Proprietà

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Il sapore e l'aspetto tentatore, a causa dei quali si sa bene che una ciliegia tira l'altra, sono la manifestazione di elementi di grande importanza per la salute e più in generale per il benessere psicofisico di ognuno di noi. Pur così piccola la ciliegia, infatti è ricca di sali minerali, come potassio, fosforo, calcio, magnesio, per citarne alcuni, di vitamine , A e C, di polifenoli e di zuccheri ben tollerati anche dai diabetici. Tutti questi ingredienti concorrono a renderla una medicina naturale contro l'invecchiamento cutaneo, favorendo in aggiunta l'abbronzatura, contro il colesterolo cattivo e contro le malattie cardiocircolatorie.

Ciliegia di Marostica albero 570

 Ancora più credito viene da una ricerca, pubblicata dal Journal of nutrition, che dimostra come le ciliegie aiutino a ridurre le infiammazioni delle articolazioni, contrastando così l'artrite reumatoide, e abbiano anche un'azione antidolorifica per la presenza di pigmenti della famiglia dei flavonoidi, conosciuti come antociani. Si impiega nella preparazione di dolci, marmellate e bavaresi. Particolarmente indicate anche per la conservazione sotto grappa, cherry, o vino rosso. Più raro il loro impiego come ingredienti in cucina, anche se recentemente si stanno diffondendo alcune ricette che ne prevedono l'abbinamento con le carni. Tra queste, quelle di anatra e di manzo.

Territorio

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La zona di produzione deve essere quasi esclusivamente in zone collinari dove i terreni sono fertili e ricchi di potassio, caratteristiche che nel frutto determinano il gusto squisito e la dolcezza mai stucchevole. Una volta mature le ciliegie di Marostica igp vengono rigorosamente raccolte a mano, disponendole in contenitori con pareti rigide, e sottoposte a una prima cernita che elimini i frutti che non abbiano colorazione e maturazione uniforme. Inoltre, per essere vendute devono avere ancora il picciolo. La produzione, infatti, deve avvenire nei comuni della provincia di Vicenza alla destra del fiume Brenta e in alcune aree del comune di Schiavon, poi nei comuni di Salcedo, Fara Vicentino, Breganze, Mason, Molvena, Pianezze, Marostica, Bassano del Grappa.

Cenni storici

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Ha un'origine lontana nel tempo e nello spazio. Nasce in Asia e già con i palafitticoli dei laghi svizzeri si hanno testimonianze della sua presenza. Attraverso Egitto e Grecia, dove il naturalista Teofrasto descrisse colture da tempo stabilizzate con varietà diverse. Sarebbe giunta in Italia, nel secondo secolo a. C. grazie a Locullo. Il console romano, celebre per le vittoriose campagne contro Mitridate e per la raffinatezza dei suoi banchetti, prima di lasciare il porto di keracos avrebbe ordinato ai suoi legionari di portare a Roma questo sconosciuto frutto. La sua sorte, che giunse sino al Reno e al Tamigi, si legò così tanto all'Impero Romano che nè seguì il declino per tornare poi in voga dopo il 1200.

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Ma la fortuna moderna fu opera del Re Sole che ne incoraggiò sia la coltivazione nelle ampie serre di Versailles sia il consumo a corte. Fu oggetto di interesse di illustri latini come Varrone, che per primo ne illustrò dettagliatamente l'innesto, e Plinio, che in Naturalis Historia ne descrisse dieci varietà. Ma è con l'agronomo fiorentino Giovan Vettorino Soderini che si hanno notizie precise della sua coltivazione nel Trattato degli Arbori dove scrisse: “Le razze delle ciliegie buone a mangiare si restringono a due: tenere e dure”. Definite da un anonimo cantore del passato "frutto del paradiso" la ciliegia, simbolo del piacere assoluto e di irresistibile tentazione, trova spazio non solo nelle tavole di nobili e contadini.

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Compare anche in molti dipinti a partire dal 1500, come nelle stampe del Remondini o nelle ceramiche degli Antonibon. Più recentemente, si ebbe la prima Sagra delle Ciliegie nel 1933 a Marostica, ma quella che tutti ricordano fu la V edizione che, organizzata dai dopolavoro provinciale e comunale, abbinò la valorizzazione del prodotto e il restauro del castello inferiore. Tanto era sentita questa manifestazione che vennero organizzati il 20 giugno 1937 treni speciali che permettessero ai dopolavoristi di potervi partecipare.

 

Consorzio di Tutela Ciliegia di Marostica IGP
Comunità Montana dall'Astico al Brenta Piazza Mazzini, n.18
36042 Breganze (VI) Tel. +39 0445 87 36 07
info@ciliegiadimarosticaigp.it ciliegiadimarosticaigp@pec.it 

 

Conoscere Marostica

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Marostica, in provincia di Vicenza, sorge ai piedi dell'Altopiano di Asiago. È nota in tutto il mondo per la partita a scacchi che si svolge ogni due anni (negli anni pari) con personaggi viventi nella piazza cittadina, nel secondo fine settimana di settembre. È una tradizione avviata nel 1923 e che si vuole ispirata a un evento del 1454. Per questa storica manifestazione la cittadina vicentina viene anche soprannominata "la città degli scacchi". La città si trova in una zona pianeggiante e collinare, ai piedi dell'Altopiano di Asiago, ed è attraversata dal torrente Longhella che nasce nella frazione di San Luca.

Conoscere il Veneto

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La Regione Veneto, è una regione italiana a statuto ordinario di 4 909 013 abitanti situata nella parte orientale del Norditalia; capitale storica e capoluogo amministrativo è la città di Venezia.Quinta regione per popolazione d'Italia, dopo Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia, confinante a nord con l'Austria, a nord-ovest con il Trentino-Alto Adige, a sud con l'Emilia-Romagna, a sud-ovest con la Lombardia, a est con il Friuli-Venezia Giulia e a sud-est con il mare Adriatico, insieme con Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia costituisce la macroarea del Triveneto o delle Tre Venezie. Sesta regione più visitata in Europa e prima in Italia secondo i dati Eurostat, con 19,6 milioni di arrivi e 69,2 milioni di presenze turistiche nel 2018, prende il nome dal popolo dei Veneti, popolazione indoeuropea che si insediò nel territorio dopo la metà del II millennio a.C..

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Il Veneto è una regione che comprende al suo interno molte forme del paesaggio naturale: dalla fascia costiera affacciata sull'Adriatico alla pianura veneto-friulana uniforme e monotona, che poi si innalza nei dodici rilievi dei Colli Euganei e dei Colli Berici, fino ad arrivare alle Alpi nella parte più settentrionale comprendendo la maggior parte delle Dolomiti. Con una superficie di 18390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscuro (al confine con l'Austria, ivi denominato Pfannspitze) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), del Tagliamento e il delta del Po.

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I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave quasi interamente racchiuso entro i confini della regione, da quando le sorgenti del Piave passarono insieme con Sappada nella vicina regione del Friuli Venezia Giulia. La vetta più alta della regione è la Marmolada (3343 m) situata in Provincia di Belluno al confine con il Trentino-Alto Adige.

La cucina

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Il contributo delle culture con le quali, storicamente, la Repubblica di Venezia entrò in contatto, è evidente anche nella tradizione culinaria della regione. Infatti, la presenza di elementi provenienti da culture del Medio e dell'Estremo Oriente si può riscontrare sia nei piatti veneziani sia in quelli regionali. Tuttavia, va evidenziata la differenza tra zone montane, zone di pianura e zone costiere, dove la diversità di prodotti offerti dall'agricoltura o dalla pesca ha determinato una diversità anche culinaria, prediligendo piatti a base di carne e formaggi nelle zone montane, ortaggi, carni suine e ovine in pianura, piatti di pesce nelle zone costiere e dei laghi, o nelle campagne ricche di canali e risaie. I piatti tipici più apprezzati: Agnolini essenzialmente è un tortellino, nel basso veronese era piatto della domenica servito esclusivamente in brodo preferibilmente di cappone.

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Baccalà alla vicentina: piatto vicentino fatto con stoccafisso lasciato in ammollo e poi pestato, infarinato e cotto a fuoco lentissimo con latte e olio di oliva in uguali quantità. Ricetta molto antica che si tramanda di generazione in generazione. Baccalà mantecato: piatto veneziano che consiste nel pestare al mortaio dello stoccafisso aggiungendo olio di oliva e latte, fino a ottenerne una crema omogenea. Fegato alla veneziana: fegato bovino preparato con cipolle e aceto o vino bianco. Inizialmente soffritto con abbondante cipolla, va poi mantecato con aceto e vino per risultare morbido nel suo intingolo profumato e leggermente agrodolce, va aggiunta uvetta. Polenta rossa: profumata dal gusto particolare, ottenuta con il mais marano. Polenta bianca: polenta dal colore bianco ottenuta con il Mais Biancoperla.

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Bigoi al ragù d'anatra: pasta fatta in casa, con una trafila a mano, simile agli spaghetti condita con ragù di carne d'anatra. Tipica della pianura veneta e della pedemontana. Bigoi col musso: pasta fatta in casa con sugo di carne di asino. Bigoi con le sardele o Bigoi in salsa: bigoli conditi con una salsa di sarde salate agone del lago di Garda e cipolle. Non manca mai per tradizione nel Venerdì santo. Risi e bisi: risotto con i piselli, tipico della pianura veneta. Papparele con i bisi. Pasta e fasioi: pasta e fagioli. Lasagne con la lepre o col coniglio: lasagne con el conejo o el liegore, in lingua veneta. Riso con la zucca, tipico della bassa veronese Tortelli con la zucca: Tortej con la zuca in lingua veneta di chiara influenza mantovana, con ripieno che può essere dolce o salato, diffusi soprattutto nella zona ovest della Provincia di Verona.

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Risotto nero: cucinato con il nero di seppia. Seppie alla veneziana: seppie cotte in umido con una salsa a base di pomodoro e cipolle, a cui si aggiungono i sacchetti di nero di seppia.
Pastisada de caval: brasato di cavallo, prelibato piatto veronese a base di carne di cavallo, cipolla e spezie frutto di ore a lenta cottura nel vino rosso. Risotto all'Amarone: risotto aromatizzato con il vino Amarone della Valpolicella, è un piatto originario di Verona. Risotto con le rane, piatto veronese con ingredienti il riso vialone nano e le rane dei fossi della pianura. Rane fritte: con l'aggiunta di sale e un po' di succo d'arancia. Anguilla (bisato): anguilla tagliata a rondelle e fritta, oppure preparata in umido. Moeche: piatto tipico della laguna di Venezia; sono granchi in fase di muta (quindi senza carapace, di conseguenza risultano molli) che vengono infarinati e fritti.

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Una variante simile sono le masanete, femmine di granchio consumate assieme alle loro uova. Renga rostia: aringa del lago di Garda arrostita e conservata sotto olio di oliva. Polenta e Renga: polenta con aringa arrostita alla griglia. Piatto tipico di Parona e del periodo di quaresima. Polenta e osełi (o osei): polenta con piccola cacciagione (allodole, tordi, passeri, ecc.) Polenta e quaie: polenta con le quaglie. Pan Biscoto: Pane biscottato, con una cottura di 24 ore a 100 gradi. Buono anche da solo, ma superlativo con salumi, formaggi e sottaceti. Pinza: dolce antichissimo, preparato con pane raffermo, latte, fichi secchi, uvetta, semi di finocchio e polenta.

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È tradizione mangiarlo nelle festività dell'Epifania, accompagnato dal vin brulé. Baicoli: Particolare biscotto secco veneziano. Pandoro e nadalin: dolci natalizi veronesi, il primo diffuso anche a livello nazionale grazie alla produzione industriale. Solitamente viene accompagnato con crema al mascarpone. Tiramisù: tipico dolce veneto con savoiardi (o pavesini) imbevuti di caffè, alternati a strati di crema al mascarpone e coperti una spolverata di cacao. Frittella vicentina (Fritole) tipica nel periodo di Carnevale, frittella venduta in tutte le fiere, fritta in olio. Crostoli o Galani, sfoglie di farina e uova fritte in olio, dolci tipici di Carnevale.

I vini

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Tra i vini veneti più famosi vanno ricordati i seguenti:
Valpolicella, Valdadige, Lessini Durello, Lugana, Custoza,
Recioto di Gambellara, Amarone della Valpolicella,
Recioto della Valpolicella, Bardolino, Raboso,
Soave, Recioto di Soave,
Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (da ricordare
particolarmente la tipologia Superiore di Cartizze),
Cabernet di Treviso,
Breganze Torcolato.

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